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Marco Cignoli esordisce con “Coccodrillo bianco”. L’intervista su MIE.

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Conduttore tv ma anche e soprattutto cantautore diremmo noi oggi.

Marco Cignoli pubblica il suo primo lavoro dal titolo “Coccodrillo bianco” dentro cui riversa se stesso attraverso nuove scritture ma anche nel coraggio di far suonare alla luce di tutti le sue vecchie scritture, quelle più intime e che tanto aveva custodito.

Un disco che parla di tutto quel che riguarda ognuno di noi dentro una chiave autobiografica sicuramente e dentro quel piglio pop che si rende leggero e ricco di glamour anche dentro letture più importanti.

Tamburo, il video ufficiale.

L’intervista a Marco Cignoli

Parliamo spesso di esordi. E in questo tempo di grandissima crisi culturale, spesso pensiamo agli esordi come grandi atti di coraggio. Come la vivi?

Nella mia avventura artistica ho già vissuto molti esordi: quello musicale, con l’uscita del mio primo singolo, risale ormai a qualche anno fa. Molto spesso mi sento dire che uscire con brani così personali rappresenta un atto di coraggio, più che altro perché significa esporsi senza filtri e dare la possibilità a chi ascolta di mettersi in discussione rispetto a certi temi. Non so dirti se sia effettivamente così, ma pensare che sia vero mi fa sentire molto contento.

E come ti confronti con la grande indifferenza che viene restituita alla musica in questo tempo?

Non trovo che ci sia indifferenza. Trovo, semplicemente, che l’offerta sia così vasta e affollata che è difficile trovare spazio per tutti. Quando ci sono le vetrine giuste, organizzate nel modo giusto (vedi Sanremo 2022), la musica cattura l’attenzione e ferma addirittura il paese. Il problema, ripeto, è che siamo tanti e non c’è spazio per tutti.

Noi spesso, come accadrà anche con te, inseriamo il player dello streaming gratuito. Non pensi sia una contraddizione e una violenza restituire gratuità al lavoro della musica?

Sì, lo penso. Bisognerebbe trovare un compromesso tra le piattaforme di streaming e gli artisti più favorevole a questi ultimi. Mi fa arrabbiare quando qualcuno mi racconta candidamente che usa le app per scaricare le mie canzoni sul cellulare. Certo, se vengono scaricate vuol dire che piacciono, ma allo stesso tempo viene calpestato il lavoro di tutti coloro che hanno realizzato il disco e che con quelle app non ci guadagneranno neppure un centesimo.

“Coccodrillo bianco” su Spotify

 

Tanti colori, non solo nella copertina quanto anche nel suono. Leggerezza e serenità anche quando assumi toni più scuri. Un modo di essere anche della vita quotidiana?

L’idea iniziale era quella di esorcizzare alcune tematiche molto delicate, utilizzando suoni e atmosfere non per forza cupi e malinconici. Ci vuole colore, sempre, anche quando le cose vanno male e sembra impossibile trovarlo.

Marco Cignoli alla fine a quale de 3 colori portanti pensa di appartenere?

Tra quelli presenti in copertina, sicuramente quello bianco: un colore neutro, ma pronto a sporcarsi di nuovi colori, per transitare verso nuove esperienze e avventure.

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