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Riferimenti indie pop e new wave, Omy Sugar presenta “Scapperei con i marziani”. L’intervista su MIE.

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Classe ‘91, basso profilo e qualche esperienza passata non “volata via” a livello locale, Scapperei con i marziani” è l’ultimo singolo di Omy Sugar.

Riferimenti indie pop e new wave, questo singolo evidenzia alcuni aspetti di questa nuova leva della musica italiana. 

Omy Sugar ci raccconta del suo nuovo singolo e del suo percorso che lo ha portato a pubblicare singoli. Dagli inizi “amatoriali” all’avventura da fighter ai tanti sacrifici per dare voce alle storie attraverso le canzoni.

 

 

Scapperei con i marziani su Youtube

 

 

 

L’intervista a Omy Sugar

 

Benvenuto su MIE Musica Italiana Emergente. Come nasce il tuo progetto musicale?Salve e grazie dell’intervista. Il progetto nasce anni fa a livello amatoriale. Da quel momento è proseguito come un percorso di ricerca e crescita musicale che, ad oggi, sto invece cercando di portare a un livello più professionale e in profondità. L’obiettivo è quello di una evoluzione continua. Cerco di attraversare tutti i generi dando sempre il mio tocco personale, un sapore unico che caratterizza il mio modo di scrivere e cantare. Che può piacere o meno, intendiamoci.

Tanti singoli pubblicati negli ultimi periodi ma su “Scapperei con i marziani” vorrei soffermarmi di più. Come è nato e quali sono state le fonti ispiratrici di questo brano?

Oggi come oggi, il paradosso alieno incuriosisce tutti e se ne parla sempre e ancor di più soprattutto di questi tempi.

In realtà il brano è però un pretesto per esaltare anche un altro argomento, ben più importante: l’amore.

È infatti l’amore che, sopratutto in tempi di crisi sociali come quelle che stiamo vivendo, continua a smuovere le cose e a condizionare le azioni delle persone. Non faccio riferimento solo all’amore tra uomo e donna, ma nel senso più ampio del termine. Parlo di amore senza parlarne direttamente e ricordo alle persone perché si sacrificano o restano in situazioni scomode nonostante possano andarsene o ignorare i problemi. Questo probabilmente tocca un po’ tutti e penso sia il motivo per cui ha attratto così tanti ascoltatori.

Ci sono artisti che hanno influenzato il tuo stile e in quale aspetto?

Se dovessi elencare tutte le mie influenze penso che servirebbe un libro, tuttavia ci sono sicuramente dei capi saldi che più di tutti sono sempre stati un punto fisso e motivazionale. Primo tra tutti senza ombra di dubbio Alborosie. Un vero e proprio esempio da seguire. Non posso però non citare Marley e la sua famiglia e con loro dovrei citare tante altre influenze poiché dalla mia infanzia ad oggi sono passato attraverso di tutto. Mi sento un jukebox umano. Se dovessi quantificare le canzoni che so a memoria sarebbero sicuramente sopra le mille ma è una mia stima, forse anche di più. 

L’aspetto su cui sono stato più influenzato è sicuramente la scrittura priva di temi frivoli, ma al contrario sempre impegnati. Inoltre non trascuro mai le melodie vocali. Alborosie è diventato un artista internazionale pur essendo italiano, facendo sempre ciò che voleva senza compromessi. Anche questo è stato un motivo di ispirazione e anche se sembra ambizioso è quello a cui aspiro. 

Qual è la tua visione di musica?

Penso che la musica debba toccare in qualche modo le corde del nostro essere. Può essere una emozione, bella o brutta, oppure può mandare messaggi sociali positivi e contribuire alla crescita della società. La musica deve essere per tutti e, come diceva Marley “essere la voce di chi non può urlare”. Deve creare unità e far divertire, deve essere poetica e a volte anche di denuncia. Come vedi sono tanti aspetti ma per ognuno di questi c’è in ogni momento della nostra vita una canzone. Sì, penso che questa sia la mia visione della musica, naturalmente una visione molto personale. 

Cosa vuol dire fare musica e pubblicare una canzone per Omy Sugar?

È una esigenza. Sento una spinta interiore che mi dice di farlo da sempre ma il perché non saprei dirtelo nemmeno io. A volte la testa scoppia di idee e cantilene e devo semplicemente metterle in atto. È una vocazione perché richiede molte energie e sacrifici. Devo lavorare tantissimo per autofinanziarmi, fare le ore piccole tuttavia la cosa mi diverte e non mi pesa. Ho fatto il fighter per un periodo della mia vita e se mi avessero chiesto il perché penso che avrei dato la medesima risposta, anche se a nessuno piace prendere botte.

Quali saranno le tue prossime “mosse”?

Sicuramente continuerò sulla via che ho intrapreso. Usciranno nuove tracce con cadenza mensile e mi piacerebbe fare dei live quindi penso che mi attiverò anche in questa direzione. Nel frattempo lascerò che le cose si evolvano naturalmente. Ho tante idee e collaborazioni in testa ma è tutto in divenire, spero di aggiornarvi in un prossimo futuro.

 

Grazie per la disponibilità e in bocca al lupo.
Grazie mille a voi, è stato un piacere. Apprezzo molto il lavoro che fate per supportare gli artisti emergenti. Spero di risentirci presto.

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